Dopo la conferma di Kabila come presidente della RDC, il popolo tace.
Del resto qualsiasi manifestazione in favore dell’oppositore Etienne Tshisekedi è stata bandita dalle autorità e il 23 dicembre i contestatori sono stati dispersi dalla polizia con del gas lacrimogeno.
Dopo essersi auto eletto Presidente, Tshisekedi non ha potuto prestare giuramento allo stadio di Kinshasa poiché assediato dai militari e ha dovuto accontentarsi di un pubblico ben più esiguo; i fedelissimi presenti a casa sua.
Risultati poco credibili
La Ceni (commissione elettorale nazionale indipendente) sminuisce le contestazioni e afferma, attraverso il suo presidente Daniel Ngoy Mulunda, che: “Sì, 1375000 schede sono andate perse, è vero, ma dato che Kabila sorpassa Tshisekedi con più di tre milioni di voti, questo non cambia i risultati”.
Risultati comunque definiti poco credibili dal Carter Center, una Ong americana specializzata nell’osservazione elettorale.
In Katanga per esempio, il tasso di partecipazione è arrivato al 69,6 %, 11 punti in più della media nazionale, e Kabila ha ottenuto l’89,9% dei voti. Viceversa nel Kasai, la regione d’origine di Tshikedi, il tasso di partecipazione è stato inferiore alla media nazionale; 50,6 % nel Kasai Occidentale e 54,1 % nel Kasai Orientale. Inoltre a Mbuji Mayi, capoluogo del Kasai Orientale, i processi verbali di 122 uffici di voto sono andati persi (16% degli uffici).
A Kinshasa invece, altra roccaforte di “Tshi Tshi”, sono andate perse 350 000 schede. Che sfortuna!

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Cosa fare quindi? Ricontare le schede è impossibile.
Ricominciare? Sarebbe un bell’ inizio per una democrazia accettabile.
Intanto la popolazione attende la fine del processo elettorale. La compilazione dei risultati delle legislative è stato interrotto dalla Ceni e riprenderà con l’arrivo di esperti britannici e americani.
http://www.jeuneafrique.com/pays/congo_rdc/congo_rdc.asp
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